I lavori del nuovo millennio

Lavori emergenti, nuove competenze e orientamento professionale, dalla scelta dei percorsi formativi fino al ricollocamento: un angolo attraverso cui osservare la trasformazione in atto del mercato del lavoro e l’impatto delle tecnologie innovative.

Aspirazioni e Senso della Realtà

Garrett Gee ha 26 anni, è americano ed è diventato milionario grazie alla sua mente brillante. Pochi giorni fa mi sono imbattuta nella sua storia mentre navigavo online, e ne sono rimasta affascinata.

In realtà ho provato un po’ di sana invidia. Non perché è milionario, ma per la scelta che ha fatto dopo esserlo diventato.

Garrett Gee, appassionato di nuove tecnologie, nel 2010 ha creato un’app talmente interessante che Snapchat, il famoso servizio di messaggistica istantanea, ha investito la strabiliante cifra di 54 milioni di dollari per acquistarla nel 2014.

Nel 2016 Garrett Gee, insieme alla moglie e alle due figlie, vende tutto e parte per il giro del mondo. Alla base della scelta, oltre all’evidente disponibilità economica, la voglia di intraprendere un’esperienza unica e soprattutto di condividerla con la famiglia, di condividere il proprio tempo. Infatti, il timore di non trascorrere abbastanza momenti con moglie e figlie è stato uno dei motori che ha dato vita al progetto.

Come dichiarato dallo stesso Garrett, il viaggio avrà una fine: la famiglia Gee ritornerà in America e Garrett riprenderà a sviluppare app.

È chiaro che sono poche le persone che si possono permettere di lasciare tutto per seguire un sogno, ma il messaggio che Garrett Gee vuole trasmettere è straordinario: impegnatevi al massimo, lavorate sodo ma non dimenticate che c’è un mondo che vi aspetta fuori dall’ufficio.

Io aggiungo: è necessario trovare un equilibrio tra lavoro e vita personale. In alternativa si può cercare o creare, nel caso degli imprenditori, un ambiente di lavoro in linea con il paradigma “Workplace as an experience” (che descriviamo in uno degli articoli della newsletter di questo mese).

Allora ho pensato alla mia esperienza personale, a quando incontro qualcuno che non conosco e alle domande che si pongono inizialmente per rompere il ghiaccio. Dopo le classiche presentazioni, tutte vertono sulla sfera lavorativa: “di cosa ti occupi?”, “che lavoro fai?”.

Non succede mai che qualcuno chieda “che libro hai sul comodino?” o “qual è l’ultimo viaggio che hai fatto?” o “qual è il tuo cibo preferito?”.

Ci identifichiamo nel lavoro che svolgiamo, noi siamo il lavoro che svolgiamo e visto che trascorriamo almeno un terzo della nostra giornata lavorando, è fondamentale trovare in ciò che facciamo qualcosa che ci realizzi non solo come professionisti ma anche come persone.

Questa considerazione non ha fatto altro che aumentare la consapevolezza dell’importanza che ha il nostro lavoro.

Chi si occupa di ricerca e selezione del personale accompagna i professionisti verso una nuova opportunità, li affianca in un momento che, anche se positivo, è comunque stressante perché implica un cambiamento. E spesso si raccolgono dubbi e perplessità sulla nuova esperienza, a volte si dice loro che forse non è il momento giusto per cambiare anche se questo significa non avere il candidato da presentare in azienda.

Allo stesso tempo, affianchiamo le aziende nella scelta di inserire nuove risorse, di investire su di loro non solo in termini economici ma anche di responsabilità. Tutto questo è chiaramente motivo di orgoglio, oltre che fonte di stress (positivo) perché il nostro obiettivo rimane sempre quello di soddisfare cliente e candidato.

Considerato che il lavoro è uno degli ambiti in cui maggiormente investiamo tempo e risorse, risulta fondamentale trovare aspetti in grado di soddisfarci al di là della “semplice” attività professionale. Quali siano questi aspetti è compito, a mio avviso, dovere di ognuno individuarli.

La mappa del lavoro in Italia

Si è chiuso da poco il 2018, un anno molto intenso per il mondo del lavoro, protagonista dei dibattiti politici e di riforme importanti che stanno già cambiando le modalità di inserimento professionale.
Per fare chiarezza sui settori che saranno protagonisti del prossimo futuro, vi forniamo una panoramica del nostro Paese per quanto riguarda le tendenze economiche e occupazionali.
Partiamo con la rilettura dell’infografica presentata lo scorso anno da Il Corriere della Sera sull’argomento:

 
 
Le caratteristiche dell’economia italiana
L’Italia si colloca all’ottavo posto tra le potenze economiche mondiali, con un tessuto industriale composto da poche, grandi aziende internazionali e caratterizzato da un’ampia rete di piccole e medie imprese.
L’Istituto Nazionale di Statistica evidenzia la prevalenza del settore terziario, che costituisce il 69% del PIL nazionale e offre anche le maggiori opportunità lavorative, con una forte espansione dell’area del turismo e della ristorazione (+25% degli occupati), e dell’area sanitaria e dell’assistenza sociale (+14,1%) e dei servizi alle famiglie (+84,4%).
Il settore secondario costituisce invece il 29% del PIL, suddivisibile tra l’industria in senso stretto (19%) e le costruzioni (6%). Il tessuto industriale sta vedendo in questi anni una ripresa e continua a rappresentare una risorsa importante per l’Italia, impiegando un quarto degli uomini e il 12,3% delle donne occupati, mentre si registrano minori tassi di ripresa per quanto riguarda il settore delle costruzioni.
Fanalino di coda è invece il settore primario (2% del PIL), area in cui lavora il 3,8% delle persone ma che negli ultimi anni sta vivendo una fase di crescita, con un aumento degli occupati del 3,8%.
Prospettive occupazionali nel prossimo futuro
Per le imprese italiane, crescita economica significa anche possibilità di inserire nuovo personale che porti un valore aggiunto all’azienda.
Ecco perché in questi ultimi anni stiamo assistendo ad un aumento dei tassi di occupazione nazionali che, come evidenziato dal sito Contropiano.org, nel 2018 è arrivato al 58,4% delle persone tra i 15 i 64 anni.
Questo delinea un futuro con maggiori opportunità lavorative rispetto agli anni precedenti, soprattutto nel settore dei servizi, che continuerà a trainare l’economia italiana.
Dal punto di vista contrattuale, l’introduzione del Decreto Dignità ha invertito il trend di crescita dei contratti a tempo determinato e di somministrazione. Se il 2017 e i primi mesi del 2018 avevano infatti registrato una crescita dei contratti di lavoro a termine, la nuova normativa ha portato ad un calo del 15% dei contratti a termine e del 29% dei contratti di somministrazione rispetto alle cifre dello stesso periodo dell’anno precedente (fonte: Sole24Ore).
Linkiesta ci propone invece una situazione più rosea per quanto riguarda i contratti a tempo indeterminato, che sono tornati a crescere, anche se vengono offerti soprattutto dopo un periodo di maggiore precarietà (contratto a tempo determinato o somministrazione) o a figure che hanno già maturato una certa esperienza nel ruolo e nel settore professionale dell’azienda.
Dove trovare lavoro in Italia
Analizzando più nel dettaglio la situazione del mondo del lavoro, i dati Istat mostrano con chiarezza un’Italia che va a due velocità per quanto riguarda crescita, redditi e opportunità professionali.
Da un lato, il Nord e il centro, grazie al loro tessuto industriale, presentano tassi di occupazione in crescita che nel 2018 hanno toccato i livelli pre-crisi (66,7% al Nord e 62,8% al centro). Dall’altra parte, invece, troviamo un Sud Italia che fatica a riprendersi dalla crisi economica e che presenta un tasso di disoccupazione del 19,4%, il triplo rispetto al Nord Italia.
In Italia sono presenti anche disuguaglianze per quanto riguarda i settori prevalenti tra Nord, centro e Sud Italia. JobRapido, noto motore di ricerca di lavoro, ha svolto un’indagine analizzando gli annunci presenti sul suo portale nel mese di ottobre 2016, costruendo una “mappa” delle opportunità lavorative italiane nelle varie zone.
La mappa del lavoro nel Nord Italia

 
Lo sviluppato tessuto industriale rende il Nord Italia il luogo ideale per chi vuole inserirsi nel settore metalmeccanico (14.000 annunci). Buone opportunità sono offerte anche dal settore commerciale (4453 annunci), delle telecomunicazioni (4257 annunci), dei trasporti (3252 annunci) e della chimica (2992 annunci).
Per quanto riguarda il terziario, Milano si presenta ricca di opportunità, in particolare nel ramo bancario, dal momento che la città rappresenta uno dei maggiori poli finanziari del mondo. Anche la moda e il turismo sono settori fiorenti a Milano: da un lato, la città è stata scelta da marchi importanti come Prada, Valentino e Versace per ospitare le loro sedi principali; dall’altro, la ricchezza di monumenti ed eventi dal respiro internazionale che attirano moltissimi curiosi e appassionati ogni anno rende questa città interessante anche per chi vuole misurarsi con il settore turistico.
La mappa del lavoro nel Centro Italia

L’indagine di JobRapido mostra come le zone centrali del Paese siano essenzialmente in linea con i trend del Nord Italia, con una prevalenza dei settori metalmeccanico, telecomunicazioni e commerciali.
Roma rappresenta invece un polo turistico importante, grazie alla ricchezza di monumenti ed edifici storici e alla presenza di un grande aeroporto internazionale. Il settore dei servizi è quello più diffuso nella città, che però offre buone opportunità anche nell’ambito politico e diplomatico e in quello della comunicazione, con importanti testate giornalistiche.
La mappa del lavoro nel Sud Italia
 

L’indagine di JobRapido mostra come il settore più attivo al Sud sia quello delle telecomunicazioni, con un totale di 1400 annunci, seguito da quello commerciale e metalmeccanico.
Il Sud Italia e le isole basano inoltre gran parte della loro economia sul turismo nazionale e internazionale. L’indagine sugli annunci ha messo in evidenza una maggiore quantità di opportunità nel settore comunicazione rispetto alle altre zone d’Italia e i dati Istat mostrano un costante aumento della quantità di turisti in visita nel sud del nostro Paese.
In conclusione, la ripresa economica italiana delinea un prossimo futuro con maggiori opportunità lavorative, anche se con notevoli differenze, in termini di settori e possibilità di inserimento, tra le diverse zone del Paese.
In generale, l’esperienza maturata sul campo e la formazione e l’aggiornamento continuo continueranno a rappresentare un importante vantaggio competitivo, utile per inserirsi in questo nuovo mercato del lavoro.
Il galateo del buon lavoratore
Per trovare lavoro in Italia non basta sapere dove recarsi, è anche necessario conoscere modi e usanze in vigore, per presentarsi nel modo migliore di fronte a capi e colleghi.
Gli italiani danno molta importanza alla relazione e alla conoscenza reciproca, perciò è importante instaurare da subito un buon rapporto facendo una buona impressione già dal primo incontro.
Scopri come con i consigli delle esperte di SCR.
L’aspetto esteriore è un primo elemento su cui gli italiani basano il giudizio su una persona che non conoscono, perciò è importante curare l’abbigliamento. È bene dimostrarsi aperti a parlare anche della propria vita privata, in quanto i rapporti di fiducia si basano anche sulla conoscenza della persona anche fuori dal contesto lavorativo.
E gli stranieri che cercano lavoro in Italia?

Ci sono inoltre alcune informazioni che saranno utili a chi non possiede nazionalità italiana ma vuole intraprendere una carriera nel nostro Paese.
Innanzitutto è necessario registrarsi all’INPS, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, in modo tale da avere tutte le tutele dei lavoratori italiani ed essere allineati per il versamento dei contributi pensionistici. Inoltre è fondamentale munirsi di permesso di soggiorno, richiedendolo al Ministero degli Affari Esteri.
Una volta superati questi passaggi, è il momento di cercare un’opportunità lavorativa. L’inserimento nel mercato del lavoro sarà più facile se si offrono competenze che in Italia si trovano con maggiori difficoltà e stabilire un contatto con aziende o società di selezione italiane può aiutare nell’individuare offerte in linea con le proprie esperienze.
Per questo SCR rivolge i propri servizi anche ad aziende o lavoratori provenienti dall’estero, vi invitiamo a scoprirli sulla versione inglese del nostro sito.
Per concludere, una buona conoscenza del contesto in cui si sta cercando lavoro è fondamentale per formulare aspettative coerenti con ciò che il Paese offre e per capire come porsi per fare una buona impressione, aumentando così le proprie possibilità di inserimento lavorativo.

Leadership e delega: saper influenzare aumenta il benessere in azienda

La leadership rappresenta un elemento fondamentale per le aziende, in grado di influenzare, in maniera positiva o negativa, l’andamento complessivo dell’organizzazione e il benessere delle persone che ne fanno parte. Proprio per la sua importanza, l’argomento sarà il primo ad essere affrontato all’interno del percorso formativo “Crescere Insieme è una Bella Impresa”, in partenza tra pochi giorni.
Il progetto, rivolto a imprenditori, manager e “gestori di complessità”, è nato in collaborazione con le associazioni Rete PMI Romagna e Federmanager Forlì-Cesena, con lo scopo di condividere esperienze concrete e fornire strumenti utili per affrontare i mutamenti delle aziende e del mondo del lavoro.
Il percorso, in partenza martedì 22 gennaio, prevede incontri a cadenza mensile fino al mese di giugno, durante i quali verranno approfonditi temi legati all’organizzazione aziendale e alla gestione delle risorse: data la natura modulare del percorso offerto, è sempre possibile unirsi alla formazione in qualunque momento fino a fine giugno.
Modalità di partecipazione e argomenti affrontati durante le giornate formative sono reperibili sul nostro Magazine, dove è possibile anche richiedere ulteriori informazioni compilando un breve modulo.
 
Modulo 1 – Leadership e Delega, la cultura del lavoro in team: relatori e anteprime
Ad accompagnarci in questa giornata formativa, che apre appunto l’edizione 2019 del corso manageriale di SCR, saranno il Dr. Even Mattioli e la Dr.ssa Elisa Fossi.
Even Mattioli è uno psicologo e psicoterapeuta che ha stretto con SCR una partnership di lunga durata iniziata nel 2008, collaborando su progetti di analisi di clima organizzativo, sviluppando progetti formativi per il potenziamento di competenze gestionali e comunicative e partecipando a percorsi di coaching.
Elisa Fossi, invece, laureata in Psicologia delle Organizzazioni e dei Servizi, collabora con SCR dal 2017, quando svolge il tirocinio professionalizzante al termine degli studi, entrando a tutti gli effetti nel team dell’azienda nel 2018, occupandosi di ricerca e selezione del personale e partecipando all’organizzazione dei progetti formativi.
Questi due professionisti affronteranno il tema approfondendo il ruolo del leader all’interno delle aziende e dei gruppi di lavoro. Particolare attenzione sarà posta sul tema della delega e sulla suddivisione di responsabilità e compiti tra i propri collaboratori, per capire in che modo, da un semplice insieme di persone che operano insieme, si diventa un gruppo di lavoro funzionale, caratterizzato da fiducia reciproca.
A presentarci il modulo è Marinella Maccarrone, partner SCR nonchè organizzatrice e relatrice del corso, che ha risposto così ad alcune nostre domande sull’argomento.

Ma la leadership si impara?
Diversi studi, anche sperimentali, sono stati condotti sul tema “leader si nasce o si diventa?”.
Aiuta avere delle caratteristiche di base, come l’autorevolezza e la capacità di portare avanti le proprie idee coinvolgendo gli altri. Ma il tema è reso complesso dal fatto che non esiste un solo ed esclusivo “tipo” di Leader e che la leadership si può declinare anche a secondo del gruppo e della situazione specifica.
Ultime teorie ci raccontano che si può parlare anche di superamento del concetto di leader, ma in effetti si tratta di guardare maggiormente a temi inerenti la leadership partecipativa e collaborativa
Perchè è così importante studiare la Leadership?
Perchè è importante riflettere ed essere consapevoli del proprio modo di esercitare la leadership. per comprendere come poterla, se necessario migliorare e adattare alle diverse situazioni (leadership situazionale).
Quale potrebbe essere un consiglio o un esercizio di leadership che vogliamo lasciare ai nostri lettori?
Provate a non alzare il tono di voce ed usare l’esempio, oltre che dare l’indicazione sul dove andare.

 
Se siete interessati a prendere parte al corso organizzato da SCR e voleteconoscere le modalità di partecipazione  scrivete a 
 info@scrconsulenza.it
o, in alternativa, compilate questo form:

 
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Per approfondire ulteriormente l’argomento, consigliamo la lettura dell’articolo:
 Il progetto formativo di SCR per affrontare il mutevole “mare del lavoro”

Top news sul mondo del lavoro in Italia che aprono il 2019

Durante l’anno appena lasciato alle spalle abbiamo assistitito a numerosi dibattiti, anche abbastanza accesi, sui cambiamenti desiderati, sperati, arrivati senza consenso ed altri ancora in lista d’attesa. Galeotta una situazione politica abbastanza inedita per il nostro Paese, questo grande discutere sui temi legati alla crescita economica, al rilancio delle aziende, alla competività delle risorse umane e del sistema formativo, non si è certo arrestato con il passare dei mesi.
Al contrario, proprio con le ultime novità riguardanti i nuovi regimi fiscali per i possessori di partita iva, nonchè l’atteso obbligo della fatturazione elettronica, il nuovo anno si è aperto decisamente con toni alti.
In linea generale, con i cambiamenti in atto nel mondo del lavoro, in particolar riferimento alla digitalizzazione delle attività produttive, da un lato c’è chi riscontra ancora forti segnali di una crisi che ha ridotto le possibilità di inserimento professionale e la stabilità delle aziende; dall’altro, c’è chi vede in questo cambiamento una possibilità per la nascita ruoli e opportunità che ci porteranno verso un nuovo mondo del lavoro.
La vera domanda da porsi, forse, quindi, non è cosa cambierà, ma quanto durerà questo cambiamento prima del prossimo? Come dovremmo orientarci di conseguenza?
Intanto vediamo cosa sta succedendo.
1. Fatturazione Elettronica obbligatoria dal 01/01/18: per le imprese è caos. E il 2 gennaio il sito dell’Agenzia delle Entrate va già offline

Un vero e proprio botto di capodanno: la fattura elettronica, obbligatoria dal primo gennaio 2019, ha mandato nel panico molte imprese. La verità è che, oltre all’introduzione del sistema in tipico italian style, molte attività aziendali e personali non erano e non sono pronte al passaggio dal metodo di fatturazione tradizionale. A queste difficoltà si sono aggiunti i numerosi momenti di down del sito dell’Agenzia delle Entrate, che questa mattina ha comunicato ufficialmente che sul portale non risultano anomalie.
Mentre ci si districa dalle prime, e speriamo uniche, difficoltà in merito, il sito AgendaDigitale.eu ha voluto mettere l’accento sulle opportunità da cogliere con l’importante introduzione, che vi segnaliamo visto le previsioni sull’apertura di nuovi mercati.
2. Regime forfettario 2019: ma cosa cambia? E come si calcola?
A partire dal primo gennaio, come detto, sono scattati anche i requisiti per usufruire del nuovo regime forfettario. GuidaFisco ha riassunto e descritto schematicamente la questione per dare indicazioni utili su cos’è e come funziona, cosa deve fare chi possiede ancora il regime dei minimi e chi, invece, resta escluso dal forfettario. Sperando di darvi un assist, condividiamo con voi lettori la fonte.
Per approfondire l’argomento sulle partite iva vi suggeriamo il nostro articolo “Gli italiani: popolo di santi, poeti e… liberi professionisti”. 
Ma non solo notizie dell’ultima ora: vogliamo aprire il nuovo anno con una top di notizie più ampie sul mondo del lavoro, con l’obiettivo di osservarle, a distanza di mesi, con occhio critico, per cogliere il contesto d’insieme in cui ci troviamo in questo periodo e comprendere meglio quali sono i cambiamenti che potremo aspettarci nel 2019.
La top ten delle news sul lavoro selezionate dalla redazione SCR

3. Un viaggio nell’economia sommersa dell’Italia
Il settore manifatturiero nell’ambito della moda ha il suo punto di forza nel Made In Italy, che si basa sulla manodopera di personale esperto che cuce o applica inserti a mano. Nascosti tra i 3.647 lavoratori a domicilio del settore manifatturiero assunti con regolari contratti che l’Istat ha censito nel 2017, si trovano però storie di persone che confezionano capi di lusso per i più famosi marchi di moda italiana, percependo salari di molto sotto la media italiana di settore. A raccontarlo al pubblico internazionale è il New York Times, che ci guarda da fuori.
 
4. Multa di 10 milioni di euro a Facebook per avere ingannato i propri utenti
Parlare oggi di lavoro e di società senza tenere in conto i Social Network sarebbe impossibile: ancor più difficile sarebbe farlo senza relazionarsi con uno dei big player del mercato diguitale globale. Parliamo quindi di Facebook, anzi a farlo in questo caso è stato The Guardian, in occasione del nuovo scandalo che, nel 2018, ha coinvolto l’azienda.
L’introduzione della nuova normativa sulla privacy sta infatti puntando sempre più i riflettori sul modo e le finalità in cui vengono trattati i dati personali. Dopo i fatti di Cambridge Analitica, le autorità italiane hanno multato Facebook per un uso improprio delle informazioni degli utenti, che venivano trasmesse ad altri siti e app senza consenso esplicito, scrive il giornale.
 
5. Serviranno 202 anni per raggiungere la parità retributiva tra uomini e donne

Un’indagine del Global Gender Gap Report ha mostrato una riduzione dello 0,1% della disparità tra uomini e donne nel contesto lavorativo, educativo, politico. Le principali differenze si hanno in politica e nel settore dell’information technology. Con questi ritmi, il World Economic Forum ha stimato che solo tra 202 anni vedremo una completa parità tra i generi, anche da un punto di vista retributivo, ha riportato recentemente il Time.
 
6. Quattro trend globali su cui puoi scommettere nel 2019
Sempre sul Time abbiamo letto che, per comprendere la situazione economica mondiale, non basta solo osservare l’andamento delle economie delle macropotenze. In un mondo sempre più globalizzato, anche Paesi con economie in via di sviluppo come Cina, Brasile, Giappone stanno iniziando ad avere un’influenza sugli andamenti economici mondiali che aumenterà sempre di più negli anni a venire.
 
7. Com’è cambiato il lavoro in Italia e come cambierà ancora nei prossimi 10 anni
Il mondo del lavoro sta vivendo una profonda trasformazione. In Italia si assiste ad un calo nel tasso di occupazione dei giovani e un aumento degli over 50, in seguito all’invecchiamento dell’età media dei lavoratori. Secondo i dati OCSE, l’innovazione tecnologica mette a rischio automazione il 10% dei lavori e si assiste ad una crescente domanda di profili tecnici. Ciò porterà alla nascita di nuove tipologie di contratto e modelli di organizzazione del lavoro. A scriverlo è stato Il Sole 24 Ore.
 
8. Cosa significa avere vent’anni e cercare lavoro in Italia
L’Italia è il Paese europeo con più neet, 2,2 milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non si stanno formando (dati Istat). Alla difficoltà di inserirsi nel mondo del lavoro, in cui ai giovani senza esperienza si presentano opportunità lontane dal loro settore o che nascondono, dietro la flessibilità, nuove forme di sfruttamento, si unisce il cambiamento nelle modalità di selezione del personale, che oggi passano sempre di più dai social e da nuovi modi di presentare le proprie esperienze come i video curriculum.
Il Reportage è stato curato da Internazionale.
 
9. Lavoro: se i giovani in Italia lo cercano solo sotto casa
Parte della difficoltà dei giovani di trovare un primo impiego è causato anche dalla scarsa propensione a spostarsi per opportunità professionali, sostiene Panorama. Secondo una ricerca Eurostat, il 60% dei giovani italiani di età compresa tra i 20 e i 34 anni non è disposto a trasferirsi dalla propria città di residenza per cercare un lavoro, con motivazioni riguardanti il costo degli affitti, i livelli salariali e fattori di carattere culturale e familiare. Siete d’accordo con queste affermazioni?
 
10. I giovani italiani, divisi tra studio e lavoro

Sono ancora i giovani ad essere sotto il tiro della speculazione sui problemi di lavoro nel nostro Paese: l’ultimo Rapporto sulla Condizione Giovanile in Italia ha mostrato come più del 12% dei ragazzi decida di affiancare una prima attività lavorativa agli studi, con una maggiore possibilità di conciliazione di questi due aspetti al Nord rispetto al Sud. Sebbene solo in un caso su 5 il contratto sia a sono a tempo indeterminato, ciò permette a questi giovani di entrare in contatto con il mondo del lavoro e avere già qualche esperienza una volta terminati gli studi.
 
11. PMI italiane in ripresa, continua la crescita. Cerved: redditività ai livelli pre-crisi
La crisi economica del 2008 sta iniziando ad allentare la sua presa, sostiene il magazine Digital4Biz. Il Rapporto PMI 2018 Nord e Centro Italia di Cerved ha evidenziato una ripresa delle PMI Italiane, che migliorano in margini, puntualità nei pagamenti e indici di solvibilità. Nonostante questo fenomeno sia più accentuato nel Centro e Nord Italia, anche nel Mezzogiorno il tessuto imprenditoriale si sta irrobustendo, con una maggiore capitalizzazione e solidità delle piccole e medie imprese del territorio.
12. Tenacia e coerenza per superare le difficoltà italiane
Nel tradizionale messaggio di fine anno, il Presidente Mattarella ha toccato anche il tema del lavoro in Italia. Accanto ad una situazione che ancora presenta delle criticità legate alla mancanza di opportunità professionali, il Presidente evidenzia come solo l’impegno e la tenacia nel lavoro possano produrre risultati concreti per poter così sfruttare al meglio le risorse presenti in Italia.
Il nuovo anno si apre quindi con una situazione del mercato del lavoro che, da un lato, vede ancora situazioni di difficoltà o sfruttamento, soprattutto per certe fasce di popolazione o settori professionali, ma che dall’altro mostra segnali di ripresa e di uscita dalla recente crisi economica.
Rivediamolo insieme.

 
La trasformazione digitale continuerà a modificare ruoli e professioni e porterà alla nascita di nuove forme contrattuali o ad una maggiore flessibilità lavorativa dando la possibilità, soprattutto per chi è disposto ad investire su se stesso e sulla sua formazione, di trovare posto nel nuovo mercato del lavoro che si sta delineando in questi anni.

7 consigli sul lavoro firmati SCR (da recuperare se li avete persi)

Cercare lavoro non è un mestiere semplice.
Soprattutto in un mercato competitivo come quello di oggi, la ricerca di un’occupazione richiede perseveranza, attenzione e meticolosità per  trovare, tra le numerose offerte, proprio quella più adatta a noi. E quando, finalmente, si ottiene il lavoro dei propri sogni, è importante impegnarsi al massimo per ottenere buoni risultati, ma anche sapersi prendere i propri tempi per ricaricare le energie e ripartire con entusiasmo.
Per aiutarvi in questo non facile compito, SCR dedica ogni mese una newsletter ai Consigli per il Lavoro dove i nostri esperti di selezione e risorse umane offrono spunti e suggerimenti che derivano dalla loro esperienza con le aziende, le persone e il mercato del lavoro.
Se vi siete persi i nostri consigli, niente paura, ecco a voi la raccolta di fine 2018 delle puntate precedenti della nostra newsletter.
    
   
    

 
Applicare questi piccoli accorgimenti può davvero fare la differenza nella ricerca di una nuova opportunità lavorativa, aiutando a migliorare il modo di porsi di fronte all’azienda e ai colleghi e aumentando la capacità di valorizzare le proprie compentenze.
E non finisce qui: nel 2019 vi forniremo altri spunti e suggerimenti per affrontare nel modo giusto la giornata lavorativa e ottenere buoni risultati.
 
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Sapevate che a Natale…?

Il Natale per molti lavoratori rappresenta il momento di fare un bilancio dell’anno appena passato e fissare gli obiettivi futuri; è anche il periodo delle riunioni di fine anno, delle cene aziendali e dello scambio dei regali.
Ma il periodo natalizio è molto più di questo. Nel mondo del lavoro il Natale rappresenta un momento di grande fermento, caratterizzato da interessanti opportunità e tradizioni curiose.
Lo sapevate che…
…in Spagna i lavoratori fanno il regalo all’ “amigo invisibile”?
Si tratta di una tradizione che prevede, dopo una ricca cena e un drink, di scambiarsi un piccolo regalo con un collega dall’identità sconosciuta, che viene per questo chiamato “amigo invisibile”.
…il Natale è il periodo dell’anno in cui si fanno più ricerche (e meno colloqui)?
Secondo le stime dell’associazione nazionale delle agenzie per il lavoro, è proprio tra novembre e dicembre che si aprono la maggior parte delle opportunità lavorative, con una ricerca, ogni anno, di circa 16mila professionisti. I ruoli più richiesti a Natale sono nel settore della grande distribuzione, logistica e spedizioni, ristorazione, turismo e animazione. Con l’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria da gennaio 2019, inoltre, molte aziende sono inoltre alla ricerca di professionisti dell’ambito IT o per l’attività di data entry, o di specialisti legati all’intelligenza artificiale e al trattamento dei dati. Non solo opportunità per aspiranti Babbo Natale, ma anche per camerieri, receptionist, ingegneri elettronici.
…in Finlandia potete lavorare come elfi di Babbo Natale?
Lapland Safaris, un’agenzia finlandese specializzata in safari sulla neve, cerca ogni anno persone dotate di entusiasmo, buone doti relazionali e uno spiccato spirito natalizio per lavorare al Polo Nord proprio come elfi di Babbo Natale. E il lavoro dell’elfo non è affatto semplice: dovrà accompagnare i visitatori durante i tour, rispondere alle loro domande, accompagnarli ai pullman che li porteranno alla scoperta della Lapponia. Senza, nel frattempo, dimenticarsi di impacchettare i regali per la notte del 25 dicembre.
…l’88% dei biglietti da visita scambiati a Natale non arriverà a Capodanno?
Le cene aziendali sono spesso occasione di conoscenza di nuovi colleghi e di scambio dei rispettivi contatti con la promessa di prendersi un caffè durante la pausa o di contattarsi per un futuro confronto sul lavoro. Promesse che non sempre si realizzeranno in quanto la maggior parte dei biglietti da visita verrà buttato via appena una settimana dopo il momento dello scambio.
…se quello di Babbo Natale fosse un lavoro full time, gli servirebbero 36mila professionisti?

Il lavoro di Babbo Natale non è certo semplice, perché richiede una notevole pianificazione per riuscire, in una sola notte, a consegnare i regali a tutti i bambini del mondo. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, dovrebbe avvalersi della collaborazione di 36mila professionisti, tra addetti all’amministrazione, commercianti e altri specialisti per la consegna dei regali, tra cui “solo” 13mila addetti alla logistica.

Gli italiani: popolo di santi, poeti, navigatori e…liberi professionisti

Dal Rapporto 2017 sulle Libere Professioni è emerso come l’Italia sia al primo posto tra i Paesi europei per numero di freelance, che rappresentano il 5 per cento della forza lavoro, con un totale di 1,5 milioni di iscritti all’albo, ovvero 24 ogni mille abitanti. E queste cifre, nell’immediato futuro, non faranno che crescere: ogni anno, infatti, sono circa 250mila le persone che decidono di intraprendere la strada della libera professione, con un aumento del 22%.
Questi dati, in un Paese dove le aspirazioni lavorative sono sempre state basate sul “mito del posto fisso”, ci pongono di fronte ad un cambiamento in atto non solo nel mercato del lavoro, ma anche nelle aspettative e nella mentalità dei nuovi professionisti.
Fino a qualche anno fa, lavoro era sinonimo di un impiego a lungo termine all’interno di una grande e soprattutto solida azienda o, meglio ancora, nel settore pubblico; un’organizzazione, insomma, capace di fornire delle certezze e di regalare al lavoratore quella rassicurante consapevolezza di avere sempre un posto fisso, dal primo giorno di lavoro fino al pensionamento, a volte anche circondati dagli stessi colleghi.
Lavorare significava prima di tutto trovare stabilità e sicurezza
e la realizzazione professionale di una persona passava soprattutto dalla conquista di un contratto a tempo indeterminato che fornisse una base solida su cui poggiare gli altri traguardi della propria vita, come la costruzione di una famiglia.
Ma il vento sta cambiando.
La maggiore instabilità del mercato del lavoro negli ultimi anni, che ha avuto il suo culmine nella crisi economica del 2008, ha spinto le aziende ad avvalersi in misura maggiore delle collaborazioni di professionisti a partita iva, che rappresentano un’utile risorsa ma con un minore costo per l’azienda; dall’altro lato, molti professionisti si sono inseriti o ricollocati nel mercato del lavoro come freelance, per avere maggiori opportunità professionali.
Di pari passo a questo importante fenomeno, che approfondiremo in un prossimo articolo, si sta verificando però anche un cambiamento nelle aspettative di alcune categorie di lavoratori, che non vedono la libera professione come un obbligo dettato dalle condizioni del mercato ma come una precisa scelta di vita.
Scopriamo quali sono le caratteristiche di questi nuovi liberi professionisti.
I professionisti di oggi, tra nuove competenze e nuove esigenze
Le trasformazioni tecnologiche degli ultimi anni stanno facendo nascere nuovi profili professionali basati sulle competenze acquisite sul campo o grazie a corsi specializzati, più che frutto di una formazione scolastica specifica. È questo il caso di sviluppatori di app, influencer, esperti di digital marketing, copywriter e grafici, professionisti che sono riusciti a ritagliarsi uno spazio nel mercato del lavoro specializzandosi sull’utilizzo di mezzi e strumenti innovativi ed altamente tecnologici.
I nuovi lavoratori non sono più alla ricerca di un posto fisso, ma decidono di prestare i loro servizi a diverse aziende, con cui collaborano come freelance.
Questa tendenza non riguarda solamente gli ambiti altamente tecnologici; anche in settori più tradizionali, come quello estetico e della cura del corpo, alcuni specialisti di macchinari innovativi scelgono di non legarsi ad un’unica azienda ma di costruirsi una fitta rete di collaborazioni.
I diversi percorsi di carriera sono stati inizialmente visti in maniera negativa, sinonimo di una forma di precariato in cui alla persona non vengono più garantite le tutele e i benefit propri dei rapporti di lavoro più tradizionali.
Se all’inizio la mancanza del telefono aziendale o dell’assicurazione sanitaria erano percepiti come una privazione, oggi hanno però perso di importanza e sono considerati semplici strumenti di lavoro.
Ciò che viene considerato benefit riguarda invece una maggiore quantità di tempo libero, la possibilità di lavorare in remoto (smart – working) o la possibilità di accrescere le proprie competenze lavorando su diversi progetti, vantaggi forse meno tangibili ma di fondamentale importanza per questi nuovi lavoratori, che riescono a trovare risposta a queste loro esigenze proprio nella libera professione.
I professionisti chiedono, le aziende… rispondono?
Il trend fortemente in crescita dei libero professionisti ci indica la velocità di questo cambiamento nella concezione del lavoro, trasformazione che però non sta ancora trovando risposta nelle aziende, molte delle quali restano strettamente ancorate ad una concezione di lavoro che prevede la centralizzazione delle responsabilità, la mancanza di delega e l’obbligo della presenza fisica sul luogo di lavoro.
Questo si scontra sempre di più con nuovi professionisti che fanno delle loro competenze e della flessibilità il proprio biglietto da visita e che sono alla ricerca di responsabilità, crescita professionale e di una sempre maggiore autonomia nell’organizzazione dei propri tempi e spazi di lavoro, per conciliare al meglio lavoro e vita privata.
I risultati di questo cambiamento iniziano già a vedersi:
alcune aziende stanno modificando la propria organizzazione che diventa sempre più fluida, con una maggiore diffusione delle responsabilità e meno basata sulla presenza fisica nello stesso luogo di lavoro.
Ciò potrebbe portare non solo alla nascita di nuove professioni, che sfrutteranno i moderni strumenti e tecnologie, ma anche alla creazione di nuove forme di contratto e collaborazione che permetteranno di avvicinare sempre di più le esigenze del libero professionista e le richieste dell’azienda.
E in futuro, chissà, anche l’insegnante della scuola pubblica potrà essere freelance.
A gennaio affronteremo l’argomento dall’altro lato della medaglia, approfondendo la prospettiva di chi è libero professionista per la necessità di collocarsi in un mercato del lavoro caratterizzato da maggiore complessità e instabilità.
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Approfondisci l’argomento con la storia di un libero professionista con il quale abbiamo chiacchierato: Andrea Saporetti.

Lavori in via d’estinzione, mestieri scomparsi e impegati robot

L’evoluzione tecnologica sta rapidamente cambiando il mondo del lavoro che conosciamo, portando sia alla nascita di nuovi lavori, sia alla scomparsa di alcune professioni, diventate forse superflue a causa del cambiamento delle condizioni di vita delle persone o grazie all’invenzioni di nuovi strumenti, che hanno sostituito il lavoro umano.
Basta dare un’occhiata al passato per scoprire molte le professioni, che fino a qualche decennio fa impiegavano parte della forza lavoro, che ora, invece, ci sembrano appartenere ad un mondo lontano, scomparso e anche un po’ bizzarro. Eccone alcune.
La sveglia umana
Prima dell’introduzione delle sveglie, erano appositi professionisti, gli “svegliatori” ad assicurarsi che gli operai arrivassero a lavoro in tempo, andando a bussare a porte e finestre con lunghi bastoni o persino utilizzando cerbottane per svegliarli ad un orario stabilito. Rispetto alle moderne tecnologie, questi lavoratori avevano senz’altro un pregio: non essendo a portata di braccio, non erano sicuramente facili da “spegnere”.
Lo spazzacamino
Chi non ricorda il simpatico ragazzo, sempre nero di fuliggine, accanto alla bella Mary Poppins? Quello dello spazzacamino è un mestiere molto antico, svolto spesso da giovani ragazzi e bambini che più facilmente potevano scendere lungo le canne fumarie per ripulirle. Oggi questa attività è stata in gran parte assorbita dai servizi offerti da grandi imprese di pulizie, anche se sono rimasti alcuni professionisti del settore, riuniti nell’Associazione Nazionale di Fumisti e Spazzacamini.
Il lampionaio
Prima della diffusione dell’energia elettrica, l’illuminazione cittadina dipendeva da lampioni a gas che venivano accesi e spenti da figure specializzate che, aggirandosi per le vie nelle ore meno frequentate, fungevano anche da “guardiani notturni” delle città. Ad oggi, questa professione è rimasta solo in alcuni quartieri di Londra come attrazione turistica.
Un cambiamento più vicino di quanto immaginiamo: lavori di oggi in via d’estinzione

I lavori appena descritti ci sembrano provenire da una società molto differente dalla nostra, più legata a logiche ottocentesche che al moderno stile di vita.
Tuttavia, anche alcune professioni oggi esistenti in breve tempo non richiederanno più forza lavoro umana, tanto che potrebbe non essere una scelta saggia decidere di seguire le orme dei propri genitori. Vi presentiamo quindi alcuni ruoli che scompariranno nel giro di una ventina di anni:
Addetti a casse/biglietterie
Casse e biglietterie automatiche, già introdotte in molte città, sostituiranno la figura professionale del cassiere, che si dedicherà ad attività più qualificate riguardanti l’assistenza ai clienti.
Sarte e calzolai
I lavori artigianali sono quelli che più risentono dell’introduzione dell’automazione; le grandi multinazionali producono abiti e scarpe a basso costo, tanto che è più conveniente acquistare un nuovo prodotto piuttosto che farlo riparare da un artigiano. Questi professionisti si specializzeranno probabilmente sul segmento luxury, in cui verrà impiegata manodopera molto qualificata.
Arrotino
L’essere svegliati dall’ormai noto messaggio registrato: “Donne, è arrivato l’arrotino!” è ormai un avvenimento sempre più raro. La figura di questo artigiano, che si occupa dell’affilatura di coltelli e forbici, sta rapidamente scomparendo in quanto la sua attività è stata assorbita dai negozi di ferramenta che offrono anche servizi di affilatura.
Arbitri
Niente più guardalinee o arbitri con cui prendersela per un rigore dato al momento sbagliato: dal 2022 accanto ai giocatori vedremo solamente moderni sistemi di rilevazione e controllo che verificheranno costantemente la posizione delle persone in campo e le loro azioni, riducendo quasi a zero la possibilità di errore umano nella regolamentazione delle partite.
Autisti e postini
I professionisti che fanno della mobilità il loro lavoro verranno sostituiti da sistemi automatici di consegna di pacchi e lettere (droni ed email) e dai mezzi di locomozione con guida automatica, che si sposteranno sfruttando i navigatori e i sensori di distanza.
Chef e cuochi
In alcune catene di fast food sono già all’opera cuochi robot in grado di riprodurre ricette preimpostate. Cuochi e chef abbandoneranno quindi le loro attività operative, concentrandosi sulla sull’invenzione di nuovi piatti e sapori.
L’innovazione tecnologica continuerà a cambiare radicalmente il mondo del lavoro che conosciamo, sostituendo o modificando i ruoli professionali attualmente esistenti.
Non bisogna però allarmarsi di fronte alla possibilità di vedere il proprio lavoro sostituito da un moderno macchinario, ma bisogna pensare alla tecnologia come uno strumento nato per aiutare le persone, permettendo loro di abbandonare le attività più operative e routinarie per potersi dedicare ad aspetti più qualificanti.
Non dimentichiamoci infatti che, se un’attività monotona e operativa può essere sostituita da un semplice robot, creatività, inventiva, competenze relazionali sono skill per cui un essere umano non potrà mai essere sostituito.

Orientamento al lavoro e professioni emergenti: su cosa scommetteresti?

Secondo gli esperti, una competenza tecnica diventa obsoleta nel giro di 5 anni, a causa della diffusione di nuove tecnologie, e il 65% dei bambini che oggi iniziano le scuole elementari farà un lavoro che oggi nemmeno immaginiamo.
L’implementazione di tecnologie sempre più innovative sta facendo nascere nelle aziende la necessità di avere professionisti con competenze e specializzazioni in ambiti che, fino a 10 anni fa, non esistevano neppure. Negli ultimi anni abbiamo infatti assistito alla nascita e all’affermazione, nel mercato del lavoro, di ruoli come Social Media Manager, Analisti di Big Data, Sustainability Manager, sempre più richiesti dalle aziende per rispondere efficacemente alle nuove esigenze dal punto di vista tecnologico, comunicativo, ambientale.
Dare un’occhiata al futuro ci permetterà di capire quali saranno le professioni di domani e di prevedere le competenze da apprendere per rimanere sempre competitivi nel mercato del lavoro o perfino quali saranno i possibili sviluppi di carriera.
Vi presentiamo quindi alcuni lavori del futuro, che si svilupperanno nel giro di 20 anni.
Uno sguardo al futuro: le professioni 5.0
 

Passi da gigante in ambito medico, nuove esigenze ambientali e la diffusione sempre più capillare del web e i social media daranno terreno fertile per lo sviluppo di queste nuove, interessanti professionalità.
Personal Brander
L’immagine che veicoliamo in rete andrà ad influire in maniera sempre più significativa sulla percezione che gli altri hanno anche delle singole persone; per questo motivo, professionisti di comunicazione affiancheranno i clienti nel costruire e migliorare la propria identità online, impostando veri e propri piani di marketing per veicolare una bella immagine sui social network.
Digital Architect
La realtà aumentata è un mondo da costruire da zero; per questo, saranno necessari anche architetti ed ingegneri edili che amplino le loro competenze verso il mondo informatico, specializzandosi nella progettazione di edifici nel mondo virtuale.
Agricoltore verticale
La crescente necessità di spazio per coltivazioni e aree verdi, ci costringerà a ripensare l’organizzazione del verde e a sfruttare lo spazio in altezza. Sarà questo il lavoro dell’agricoltore verticale, un professionista del verde che progetterà coltivazioni all’interno di edifici a più piani.
Ingegnere delle auto a guida automatica
Quello dei mezzi automatici è un business che sta già oggi rapidamente prendendo piede e che richiederà, nell’immediato futuro, competenze sempre più specifiche. Quando i mezzi a guida automatica si diffonderanno maggiormente, daranno ancora più spazio alla nascita di lavori come ingegneri, meccanici, manutentori e sviluppatori di software specializzati su questo tipo di veicoli.
Costruttore di parti del corpo
La ricerca tecnologica e medica porterà una maggiore efficienza e disponibilità di protesi robotiche sostitutive di alcune parti del corpo che, avendo necessità di essere progettate e aggiustate, renderanno necessari professionisti (progettisti, costruttori e manutentori) specializzati su questi nuovi prodotti.
Dal web ci giungono altre idee per nuove categorie professionali degne dei migliori film di fantascienza o postapocalittici. Alcuni hanno fatto galoppare la fantasia, arrivando ad ipotizzare la nascita di professioni decisamente bizzarre.
Piloti e guide turistiche dello spazio
Quando la conquistato dello spazio permetterà la colonizzazione di pianeti vicini alla Terra e la gita al lago della domenica si trasformerà in un breve viaggio su Marte, saranno necessari piloti per navicelle spaziali e guide turistiche esperte dei pianeti più interessanti da visitare.
Chirurghi per l’aumento della memoria

Nuove schede per aumentare la capacità mnemonica di ogni individuo saranno inserite direttamente nel cervello da parte di questi professionisti, che assisteranno i pazienti anche per evitare un sovraccarico di informazioni.
Broker del tempo
Già al giorno d’oggi alcuni professionisti sono disposti a sacrificare parte delle proprie retribuzioni per avere più tempo libero; nel futuro, quando il tempo diventerà il bene più prezioso e una nuova moneta di scambio, si creerà un “mercato finanziario del tempo”, con broker e agenti di cambio.
Guardiano dei periodi di quarantena
Qualora gli scenari di film apocalittici si dovessero realizzare e si assistesse al diffondersi di virus mortali, la messa in quarantena di alcuni quartieri richiederà anche la presenza di guardiani che si assicurino che nessuno entri o esca.
Nonostante alcuni lavori siano decisamente più plausibili di altre, solo il futuro potrà confermare o meno la nascita di alcune professioni.
Per mantenersi sempre competitivi e affrontare con successo i cambiamenti del mercato del lavoro, saranno fondamentali soft skill, flessibilità, capacità di adattamento e soprattutto formazione e apprendimento continuo, che permetteranno di sostituire le skill ormai obsolete con le nuove competenze, necessarie ai professionisti del futuro.

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