I lavori del nuovo millennio

Lavori emergenti, nuove competenze e orientamento professionale, dalla scelta dei percorsi formativi fino al ricollocamento: un angolo attraverso cui osservare la trasformazione in atto del mercato del lavoro e l’impatto delle tecnologie innovative.

Gli italiani: popolo di santi, poeti, navigatori e…liberi professionisti

Dal Rapporto 2017 sulle Libere Professioni è emerso come l’Italia sia al primo posto tra i Paesi europei per numero di freelance, che rappresentano il 5 per cento della forza lavoro, con un totale di 1,5 milioni di iscritti all’albo, ovvero 24 ogni mille abitanti. E queste cifre, nell’immediato futuro, non faranno che crescere: ogni anno, infatti, sono circa 250mila le persone che decidono di intraprendere la strada della libera professione, con un aumento del 22%.
Questi dati, in un Paese dove le aspirazioni lavorative sono sempre state basate sul “mito del posto fisso”, ci pongono di fronte ad un cambiamento in atto non solo nel mercato del lavoro, ma anche nelle aspettative e nella mentalità dei nuovi professionisti.
Fino a qualche anno fa, lavoro era sinonimo di un impiego a lungo termine all’interno di una grande e soprattutto solida azienda o, meglio ancora, nel settore pubblico; un’organizzazione, insomma, capace di fornire delle certezze e di regalare al lavoratore quella rassicurante consapevolezza di avere sempre un posto fisso, dal primo giorno di lavoro fino al pensionamento, a volte anche circondati dagli stessi colleghi.
Lavorare significava prima di tutto trovare stabilità e sicurezza
e la realizzazione professionale di una persona passava soprattutto dalla conquista di un contratto a tempo indeterminato che fornisse una base solida su cui poggiare gli altri traguardi della propria vita, come la costruzione di una famiglia.
Ma il vento sta cambiando.
I professionisti di oggi, tra nuove competenze e nuove esigenze
Le trasformazioni tecnologiche degli ultimi anni stanno facendo nascere nuovi profili professionali basati sulle competenze acquisite sul campo o grazie a corsi specializzati, più che frutto di una formazione scolastica specifica. È questo il caso di sviluppatori di app, influencer, esperti di digital marketing, copywriter e grafici, professionisti che sono riusciti a ritagliarsi uno spazio nel mercato del lavoro specializzandosi sull’utilizzo di mezzi e strumenti innovativi ed altamente tecnologici.
I nuovi lavoratori non sono più alla ricerca di un posto fisso, ma decidono di prestare i loro servizi a diverse aziende, con cui collaborano come freelance.
Questa tendenza non riguarda solamente gli ambiti altamente tecnologici; anche in settori più tradizionali, come quello estetico e della cura del corpo, alcuni specialisti di macchinari innovativi scelgono di non legarsi ad un’unica azienda ma di costruirsi una fitta rete di collaborazioni.
I diversi percorsi di carriera sono stati inizialmente visti in maniera negativa, sinonimo di una forma di precariato in cui alla persona non vengono più garantite le tutele e i benefit propri dei rapporti di lavoro più tradizionali.
Se all’inizio la mancanza del telefono aziendale o dell’assicurazione sanitaria erano percepiti come una privazione, oggi hanno però perso di importanza e sono considerati semplici strumenti di lavoro.
Ciò che viene considerato benefit riguarda invece una maggiore quantità di tempo libero, la possibilità di lavorare in remoto (smart – working) o la possibilità di accrescere le proprie competenze lavorando su diversi progetti, vantaggi forse meno tangibili ma di fondamentale importanza per questi nuovi lavoratori, che riescono a trovare risposta a queste loro esigenze proprio nella libera professione.
I professionisti chiedono, le aziende… rispondono?
Il trend fortemente in crescita dei libero professionisti ci indica la velocità di questo cambiamento nella concezione del lavoro, trasformazione che però non sta ancora trovando risposta nelle aziende, molte delle quali restano strettamente ancorate ad una concezione di lavoro che prevede la centralizzazione delle responsabilità, la mancanza di delega e l’obbligo della presenza fisica sul luogo di lavoro.
Questo si scontra sempre di più con nuovi professionisti che fanno delle loro competenze e della flessibilità il proprio biglietto da visita e che sono alla ricerca di responsabilità, crescita professionale e di una sempre maggiore autonomia nell’organizzazione dei propri tempi e spazi di lavoro, per conciliare al meglio lavoro e vita privata.
I risultati di questo cambiamento iniziano già a vedersi:
alcune aziende stanno modificando la propria organizzazione che diventa sempre più fluida, con una maggiore diffusione delle responsabilità e meno basata sulla presenza fisica nello stesso luogo di lavoro.
Ciò potrebbe portare non solo alla nascita di nuove professioni, che sfrutteranno i moderni strumenti e tecnologie, ma anche alla creazione di nuove forme di contratto e collaborazione che permetteranno di avvicinare sempre di più le esigenze del libero professionista e le richieste dell’azienda.
E in futuro, chissà, anche l’insegnante della scuola pubblica potrà essere freelance.
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Approfondisci l’argometo con la storia di un libero professionista con il quale abbiamo chiacchierato: Andrea Saporetti.

Lavori in via d’estinzione, mestieri scomparsi e impegati robot

L’evoluzione tecnologica sta rapidamente cambiando il mondo del lavoro che conosciamo, portando sia alla nascita di nuovi lavori, sia alla scomparsa di alcune professioni, diventate forse superflue a causa del cambiamento delle condizioni di vita delle persone o grazie all’invenzioni di nuovi strumenti, che hanno sostituito il lavoro umano.
Basta dare un’occhiata al passato per scoprire molte le professioni, che fino a qualche decennio fa impiegavano parte della forza lavoro, che ora, invece, ci sembrano appartenere ad un mondo lontano, scomparso e anche un po’ bizzarro. Eccone alcune.
La sveglia umana
Prima dell’introduzione delle sveglie, erano appositi professionisti, gli “svegliatori” ad assicurarsi che gli operai arrivassero a lavoro in tempo, andando a bussare a porte e finestre con lunghi bastoni o persino utilizzando cerbottane per svegliarli ad un orario stabilito. Rispetto alle moderne tecnologie, questi lavoratori avevano senz’altro un pregio: non essendo a portata di braccio, non erano sicuramente facili da “spegnere”.
Lo spazzacamino
Chi non ricorda il simpatico ragazzo, sempre nero di fuliggine, accanto alla bella Mary Poppins? Quello dello spazzacamino è un mestiere molto antico, svolto spesso da giovani ragazzi e bambini che più facilmente potevano scendere lungo le canne fumarie per ripulirle. Oggi questa attività è stata in gran parte assorbita dai servizi offerti da grandi imprese di pulizie, anche se sono rimasti alcuni professionisti del settore, riuniti nell’Associazione Nazionale di Fumisti e Spazzacamini.
Il lampionaio
Prima della diffusione dell’energia elettrica, l’illuminazione cittadina dipendeva da lampioni a gas che venivano accesi e spenti da figure specializzate che, aggirandosi per le vie nelle ore meno frequentate, fungevano anche da “guardiani notturni” delle città. Ad oggi, questa professione è rimasta solo in alcuni quartieri di Londra come attrazione turistica.
Un cambiamento più vicino di quanto immaginiamo: lavori di oggi in via d’estinzione

I lavori appena descritti ci sembrano provenire da una società molto differente dalla nostra, più legata a logiche ottocentesche che al moderno stile di vita.
Tuttavia, anche alcune professioni oggi esistenti in breve tempo non richiederanno più forza lavoro umana, tanto che potrebbe non essere una scelta saggia decidere di seguire le orme dei propri genitori. Vi presentiamo quindi alcuni ruoli che scompariranno nel giro di una ventina di anni:
Addetti a casse/biglietterie
Casse e biglietterie automatiche, già introdotte in molte città, sostituiranno la figura professionale del cassiere, che si dedicherà ad attività più qualificate riguardanti l’assistenza ai clienti.
Sarte e calzolai
I lavori artigianali sono quelli che più risentono dell’introduzione dell’automazione; le grandi multinazionali producono abiti e scarpe a basso costo, tanto che è più conveniente acquistare un nuovo prodotto piuttosto che farlo riparare da un artigiano. Questi professionisti si specializzeranno probabilmente sul segmento luxury, in cui verrà impiegata manodopera molto qualificata.
Arrotino
L’essere svegliati dall’ormai noto messaggio registrato: “Donne, è arrivato l’arrotino!” è ormai un avvenimento sempre più raro. La figura di questo artigiano, che si occupa dell’affilatura di coltelli e forbici, sta rapidamente scomparendo in quanto la sua attività è stata assorbita dai negozi di ferramenta che offrono anche servizi di affilatura.
Arbitri
Niente più guardalinee o arbitri con cui prendersela per un rigore dato al momento sbagliato: dal 2022 accanto ai giocatori vedremo solamente moderni sistemi di rilevazione e controllo che verificheranno costantemente la posizione delle persone in campo e le loro azioni, riducendo quasi a zero la possibilità di errore umano nella regolamentazione delle partite.
Autisti e postini
I professionisti che fanno della mobilità il loro lavoro verranno sostituiti da sistemi automatici di consegna di pacchi e lettere (droni ed email) e dai mezzi di locomozione con guida automatica, che si sposteranno sfruttando i navigatori e i sensori di distanza.
Chef e cuochi
In alcune catene di fast food sono già all’opera cuochi robot in grado di riprodurre ricette preimpostate. Cuochi e chef abbandoneranno quindi le loro attività operative, concentrandosi sulla sull’invenzione di nuovi piatti e sapori.
L’innovazione tecnologica continuerà a cambiare radicalmente il mondo del lavoro che conosciamo, sostituendo o modificando i ruoli professionali attualmente esistenti.
Non bisogna però allarmarsi di fronte alla possibilità di vedere il proprio lavoro sostituito da un moderno macchinario, ma bisogna pensare alla tecnologia come uno strumento nato per aiutare le persone, permettendo loro di abbandonare le attività più operative e routinarie per potersi dedicare ad aspetti più qualificanti.
Non dimentichiamoci infatti che, se un’attività monotona e operativa può essere sostituita da un semplice robot, creatività, inventiva, competenze relazionali sono skill per cui un essere umano non potrà mai essere sostituito.

Orientamento al lavoro e professioni emergenti: su cosa scommetteresti?

Secondo gli esperti, una competenza tecnica diventa obsoleta nel giro di 5 anni, a causa della diffusione di nuove tecnologie, e il 65% dei bambini che oggi iniziano le scuole elementari farà un lavoro che oggi nemmeno immaginiamo.
L’implementazione di tecnologie sempre più innovative sta facendo nascere nelle aziende la necessità di avere professionisti con competenze e specializzazioni in ambiti che, fino a 10 anni fa, non esistevano neppure. Negli ultimi anni abbiamo infatti assistito alla nascita e all’affermazione, nel mercato del lavoro, di ruoli come Social Media Manager, Analisti di Big Data, Sustainability Manager, sempre più richiesti dalle aziende per rispondere efficacemente alle nuove esigenze dal punto di vista tecnologico, comunicativo, ambientale.
Dare un’occhiata al futuro ci permetterà di capire quali saranno le professioni di domani e di prevedere le competenze da apprendere per rimanere sempre competitivi nel mercato del lavoro o perfino quali saranno i possibili sviluppi di carriera.
Vi presentiamo quindi alcuni lavori del futuro, che si svilupperanno nel giro di 20 anni.
Uno sguardo al futuro: le professioni 5.0
 

Passi da gigante in ambito medico, nuove esigenze ambientali e la diffusione sempre più capillare del web e i social media daranno terreno fertile per lo sviluppo di queste nuove, interessanti professionalità.
Personal Brander
L’immagine che veicoliamo in rete andrà ad influire in maniera sempre più significativa sulla percezione che gli altri hanno anche delle singole persone; per questo motivo, professionisti di comunicazione affiancheranno i clienti nel costruire e migliorare la propria identità online, impostando veri e propri piani di marketing per veicolare una bella immagine sui social network.
Digital Architect
La realtà aumentata è un mondo da costruire da zero; per questo, saranno necessari anche architetti ed ingegneri edili che amplino le loro competenze verso il mondo informatico, specializzandosi nella progettazione di edifici nel mondo virtuale.
Agricoltore verticale
La crescente necessità di spazio per coltivazioni e aree verdi, ci costringerà a ripensare l’organizzazione del verde e a sfruttare lo spazio in altezza. Sarà questo il lavoro dell’agricoltore verticale, un professionista del verde che progetterà coltivazioni all’interno di edifici a più piani.
Ingegnere delle auto a guida automatica
Quello dei mezzi automatici è un business che sta già oggi rapidamente prendendo piede e che richiederà, nell’immediato futuro, competenze sempre più specifiche. Quando i mezzi a guida automatica si diffonderanno maggiormente, daranno ancora più spazio alla nascita di lavori come ingegneri, meccanici, manutentori e sviluppatori di software specializzati su questo tipo di veicoli.
Costruttore di parti del corpo
La ricerca tecnologica e medica porterà una maggiore efficienza e disponibilità di protesi robotiche sostitutive di alcune parti del corpo che, avendo necessità di essere progettate e aggiustate, renderanno necessari professionisti (progettisti, costruttori e manutentori) specializzati su questi nuovi prodotti.
Dal web ci giungono altre idee per nuove categorie professionali degne dei migliori film di fantascienza o postapocalittici. Alcuni hanno fatto galoppare la fantasia, arrivando ad ipotizzare la nascita di professioni decisamente bizzarre.
Piloti e guide turistiche dello spazio
Quando la conquistato dello spazio permetterà la colonizzazione di pianeti vicini alla Terra e la gita al lago della domenica si trasformerà in un breve viaggio su Marte, saranno necessari piloti per navicelle spaziali e guide turistiche esperte dei pianeti più interessanti da visitare.
Chirurghi per l’aumento della memoria

Nuove schede per aumentare la capacità mnemonica di ogni individuo saranno inserite direttamente nel cervello da parte di questi professionisti, che assisteranno i pazienti anche per evitare un sovraccarico di informazioni.
Broker del tempo
Già al giorno d’oggi alcuni professionisti sono disposti a sacrificare parte delle proprie retribuzioni per avere più tempo libero; nel futuro, quando il tempo diventerà il bene più prezioso e una nuova moneta di scambio, si creerà un “mercato finanziario del tempo”, con broker e agenti di cambio.
Guardiano dei periodi di quarantena
Qualora gli scenari di film apocalittici si dovessero realizzare e si assistesse al diffondersi di virus mortali, la messa in quarantena di alcuni quartieri richiederà anche la presenza di guardiani che si assicurino che nessuno entri o esca.
Nonostante alcuni lavori siano decisamente più plausibili di altre, solo il futuro potrà confermare o meno la nascita di alcune professioni.
Per mantenersi sempre competitivi e affrontare con successo i cambiamenti del mercato del lavoro, saranno fondamentali soft skill, flessibilità, capacità di adattamento e soprattutto formazione e apprendimento continuo, che permetteranno di sostituire le skill ormai obsolete con le nuove competenze, necessarie ai professionisti del futuro.

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