Consulenza, che Impresa

Le nostre sono vere e proprie storie di Consulenza, un viaggio tra i percorsi intrapresi, tra i progetti aziendali che abbiamo aperto e tra i risultati ottenuti attraverso i cambiamenti organizzativi avviati nelle imprese. Sono anche un diario su cui annotiamo la nascita di rapporti interpersonali e su come le buone relazioni abbiano dato vita a nuovi cicli di vita aziendali.

Personal Branding sui social network: le regole del gioco

Viviamo in un mondo in cui l’online si mescola sempre più con l’offline e in cui i social network rappresentano uno spazio frequentato quotidianamente da milioni di persone. Per questo motivo, ogni buona strategia di personal branding oggi prevede anche una presenza attiva sui social network, diventati ormai vetrine dove conoscere, ma soprattutto farsi conoscere e mettere in evidenza la propria professionalità e le proprie caratteristiche uniche. Ma per distinguersi e far sentire la propria voce non basta essere presenti, allo stesso modo in cui per vincere una partita non è sufficiente partecipare: è fondamentale conoscere le “regole del gioco”, sapere in che modo funzionano questi spazi online condivisi e quali risorse utilizzare per differenziarsi nel mondo del lavoro.
Se volete approfondire questo tema, non potete perdervi il secondo appuntamento del nostro percorso di formazione “Personal Branding e Immagine Professionale“, in partenza a ottobre. Dopo un primo incontro individuale, di cui vi abbiamo parlato in un precedente articolo, sarà possibile scegliere di proseguire il percorso con il secondo modulo che si terrà Lunedì 19 ottobre e che si concentrerà sulle dinamiche dei social network (LinkedIn in particolare) e sugli strumenti che il web offre per rafforzare il proprio personal branding.
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Il secondo modulo: Personal Branding
Per questo incontro ci sposteremo in un’aula virtuale formata da professionisti e manager di vari settori. Sarà Osvaldo Danzi, Executive Recruiter e fondatore della Business Community FiorDiRisorse, a condurre l’incontro e a trattare le tematiche del personal branding sul web, in una formula mista che comprende speech formativi e attività pratiche. In particolare si focalizzerà su LinkedIn, il social network che maggiormente viene utilizzato per scopi professionali e che rappresenta uno strumento fondamentale per creare, mantenere e consolidare una propria rete di contatti nel mondo del lavoro.

L’incontro partirà da un’analisi dei profili LinkedIn dei presenti e un feedback sui loro punti di forza e spazi di miglioramento, oltre ad una condivisione di quali sono le prime impressioni e di come si viene percepiti da chi visita quei profili. Osvaldo Danzi introdurrà poi alcuni strumenti molto utili per differenziarsi rispetto agli altri utenti della piattaforma e ampliare la propria rete di contatti: LinkedIn Publishing (Pulse) e i gruppi tematici. Infine, ogni partecipante avrà modo di concentrarsi più su se stesso, con la compilazione del Personal Branding Canvas, uno strumento ideato da Luigi Centenaro per strutturare le proprie strategie e sviluppare in maniera coerente la propria immagine professionale. Attraverso la compilazione del Canvas sarà possibile definire gli obiettivi che si vogliono raggiungere grazie al personal branding, quali sono le proprie caratteristiche uniche e la propria promessa di valore e costruire, in definitiva, la propria strategia di self-marketing personale.
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– La valorizzazione del profilo professionale: questione di coerenza
 

La valorizzazione del profilo professionale: questione di coerenza

Quando sentiamo parlare di personal branding e di valorizzazione della propria immagine professionale, subito il nostro pensiero si rivolge a chi è in cerca di un’opportunità lavorativa per inserirsi o rilanciarsi nel mercato del lavoro, ai percorsi di outplacement o alle strategie per aumentare le probabilità di essere trovati e contattati dai Recruiter e Head-Hunter sul web. È certamente vero che, in un mercato del lavoro che diventa sempre più competitivo, il personal branding rappresenta un’importante risorsa per promuovere se stessi e distinguersi dalla concorrenza, aumentando le proprie chance di ottenere quel posto di lavoro.
Ma l’utilità del personal branding non si esaurisce nel momento in cui non si è alla ricerca di un’opportunità lavorativa. Sapere come valorizzare il proprio profilo professionale e distinguersi nel mondo del lavoro potenzia la nostra capacità di fare networking e di creare reti significative e professionali. Permette inoltre di migliorare la propria web reputation e, di riflesso, ha un effetto positivo anche sulla reputazione dell’azienda di cui si fa parte. Il personal branding si basa inoltre sulla promozione delle proprie caratteristiche peculiari: questo richiede necessariamente un’analisi di se stessi che mette in luce i propri punti di forza e gli spazi di miglioramento, donando una consapevolezza più completa sulle proprie capacità già mature e sugli aspetti su cui, invece,do dovrebbe lavorare maggiormente.

Ecco perchè “Personal Branding e Immagine Professionale“, il percorso formativo di SCR in partenza dal primo ottobre, è rivolto sia a chi è alla ricerca di una nuova opportunità lavorativa e vuole prepararsi alla gestione di incontri e colloqui con selezionatori e head-hunter, sia a chi vuole avere strumenti concreti per differenziarsi nel mercato del lavoro e sul web, sia a chi vuole ottenere una maggiore consapevolezza dei propri punti di forza e spazi di miglioramento, per crescere come professionista e come persona.
Scopri il programma completo del percorso e le modalità di iscrizione
Nel nostro percorso specifico sul personal branding, sarà possibile in tre step come valorizzare la propria identità dentro e fuori dal web, creare coerenza tra le proprie azioni e i propri obiettivi e come differenziarsi e distinguersi nel mercato del lavoro. Professionisti delle risorse umane e esperti di assessment individuali e coaching, come Stefania Suzzi, partner di SCR, saranno le guide in questo percorso di scoperta dei propri tratti distintivi e di conoscenza degli strumenti più adatti a valorizzarli.
Il primo modulo: Introduzione alla Valorizzazione del Profilo Professionale
Il percorso inizia con un incontro individuale con un professionista delle risorse umane che aiuterà la persona a individuare i propri tratti distintivi: attraverso l’utilizzo di test di potenziale e questionari attitudinali, uniti ad un colloquio individuale, verrà definito il proprio stile comportamentale spontaneo e quello adattato alle richieste del contesto. Restituirà inoltre alla persona un’analisi dei suoi punti di forza e delle aree di miglioramento, fornendo anche indicazioni pratiche e immediatamente applicabili per crescere dal punto di vista personale e professionale.
Da questa analisi iniziale emergeranno inoltre anche le competenze tecniche e trasversali acquisite durante il proprio percorso di carriera, con un confronto congiunto sulla possibilità di trasferirle e applicarle anche in altri contesti, differenti da quello in cui si è lavorato fino ad ora.

L’incontro si conclude infine con uno sguardo verso il futuro: dopo un confronto sugli obiettivi e sulle aspirazioni della persona, il consulente valuterà le discrepanze con l’immagine professionale trasmessa attualmente. Analizzerà quindi la struttura e gli elementi presenti sul Curriculum Vitae e sui profili social (in particolare LinkedIn) fornendo, se necessario, indicazioni per effettuare un ridisegno del CV e dei profili social. In tal modo si creerà maggiore coerenza tra il modo in cui la persona si presenta, l’immagine che vorrebbe trasmettere e i propri obiettivi professionali.
Riassumendo, il primo modulo rappresenta una fase molto importante del percorso “Personal Branding e Immagine Professionale“: tramite l’utilizzo di tecniche affini al coaching, questo primo incontro permette di approfondire chi si è, analizzando la propria immagine professionale e il proprio stile di comportamento e ricevendo un feedback immediato con indicazioni pratiche e applicabili su come poter migliorare. Grazie alla rilettura del proprio comportamento e della propria immagine attraverso gli occhi di un consulente esperto, la persona potrà individuare le proprie aree di miglioramento e creare coerenza tra i propri obiettivi e le azioni messe in atto. Questo permetterà di affacciarsi agli altri moduli del percorso con una consapevolezza maggiore di se stessi e dei tratti da valorizzare, massimizzando l’efficacia dell’intero percorso.
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Innovare per PriMI: l’indagine di SCR e BP sulla salute delle aziende

Innovare per PriMI: questo il nome dell’indagine rivolta a tutte le aziende del territorio italiano che SCR ha condotto in partnership con Brogi&Pittalis, società di consulenza direzionale. Scopo della survey è approfondire la situazione attuale delle imprese italiane, conoscere il loro livello di innovazione e avere indici sul loro stato di salute generale, soprattutto in un momento complesso come questo della ripartenza.
L’indagine è ancora aperta, partecipa ora
Questa è stata la prima delle azioni condotte sotto il marchio PriMI, il primo progetto di Analisi Organizzativa mirato alle Performance fatto con le Persone, nato dalla partnership di SCR e Brogi&Pittalis. Le due società hanno deciso di unire i loro approcci, diversi ma complementari, nella creazione di un progetto per supportare le imprese nelle fasi di innovazione del business e aiutarle a collocare le persone giuste al posto giusto.
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Sono già più di 100 i professionisti che hanno risposto alla nostra indagine e hanno condiviso con noi il loro punto di vista sulla situazione nella propria azienda. Già i primi risultati hanno mostrato dei trend interessanti che accomunano molte delle realtà che hanno partecipato alla survery e iniziano a delineare un quadro sempre più definito sulla salute delle imprese italiane. Stefania Suzzi e Luigi Pittalis hanno presentato questi primi risultati in un interessante webinar, dove hanno toccato temi riguardanti le organizzazioni, l’innovazione, la leadership e i collaboratori e hanno spiegato più nel dettaglio cosa è PriMI, come è strutturato il progetto e quali vantaggi può portare alle aziende.
Se ti sei perso la diretta online o vuoi rivedere gli interventi di Stefania e Luigi, puoi ora recuperare il video integrale del webinar e scoprire i primi risultati della nostra indagine.

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Ripresa e stress lavoro-correlato: l’importanza della prevenzione

È indiscutibile che i 3 mesi appena trascorsi non siano stati semplici. A conferma di ciò sono i dati rilevanti non solo delle conseguenze dirette della pandemia dal punto di vista medico/sanitario ed economico/finanziario, ma anche di un silenzioso rischio che spesso viene sottovalutato, che a lungo andare può creare disagi e inefficienze con conseguenze nel lungo termine: lo stress.
L’OMS ha registrato un aumento esponenziale delle patologie psichiatriche negli ultimi 3 mesi e il servizio di numero verde attivato per il supporto psicologico durante il lock-down ha rilevato più di 50.000 telefonate  (Ministero della Salute). Inoltre un sondaggio realizzato da EasyHunters su più di 13.000 persone ha rilevato che più della metà si dichiarano non pronte a ritornare in ufficio. Le recenti analisi effettuate hanno rilevato all’interno dei contesti lavorativi nuovi eventi sentinella per la valutazione del rischio stress lavoro-correlato, al rientro in ufficio dei dipendenti: maggiore conflittualità tra colleghi o nei confronti dell’utenza, mancato rispetto dei protocolli anti COVID-19, aumento dell’assenteismo, demotivazione del personale.
Perchè si può parlare di stress post-lockdown
Lo stress è la risposta di un organismo vivente ad un cambiamento dell’ambiente (interno o esterno) caratterizzato dal manifestarsi di eventi nuovi detti stressanti o stressor. L’organismo reagisce con una serie di modifiche psicofisiche volte ad attivare tutte le risorse energetiche necessarie per modificare l’ambiente o se stessi e tornare ad ottenere l’equilibrio. Quando le risorse necessarie per tale scopo non sono sufficienti, lo stress inizia a  provocare stati di malessere in quanto non è possibile adattarsi al cambiamento e l’organismo va in debito di energie fisiche e di conseguenza psicologiche. Da qui nasce l’idea di stress inteso come una manifestazione di sintomi psicologici e comportamentali che provocano inefficienza e arrecano disagio alla vita di una persona in ogni suo ambito.
Quello di recente vissuto e che tutt’ora stiamo sperimentando non è altro che un cambiamento epocale di cui siamo stati i protagonisti, fatto di tanti piccoli e grandi cambiamenti del nostro modo di vivere, di pensare, di conoscerci, di comunicare, di lavorare, di studiare, di innamorarci e di dire addio ai nostri cari. Il nostro organismo è dunque stato bombardato improvvisamente da migliaia di cambiamenti.
Risorse sufficienti o meno, l’adattamento al cambiamento richiede tempo, e a caratterizzare la pandemia è stata proprio l’impossibilità di avere tempo a disposizione.
Nel giro di poche ore ci siamo ritrovati chiusi dentro per difenderci da un pericolo oggettivo e tutta la nostra vita è stata stravolta e con essa il nostro modo di relazionarci al mondo esterno. Durante una recente formazione tenuta da remoto sulla Rivalutazione del rischio stress lavoro-correlato post Covid-19, il dott. Giuseppe Ferrari, psicanalista e presidente della SIPISS (Società di Psicoterapia Integrata) di Milano, ha sostenuto che abbiamo appena iniziato a vedere le conseguenze dello stress e che queste perdureranno e si amplificheranno nei prossimi mesi. Il quadro dunque si presenta più complesso di quello che immaginavamo, se sommiamo quanto appena detto alle difficoltà già preannunciate in ambito economico.
Tuttavia iniziare fin da ora a lavorare allo scopo di supportare, contenere e prevenire il manifestarsi delle numerose fragilità associate allo stress a cui siamo stati sottoposti può concretamente apportare dei vantaggi nei prossimi mesi.
Gli effetti dello stress post lockdown nelle aziende
Le aziende, dalle PMI alle grandi multinazionali, hanno un elemento in comune, essere quel che sono grazie alle persone che ci lavorano. Investire sul benessere e sulla tutela psicologica del proprio personale diventa a questo punto di fondamentale importanza, non solo perché da alcuni anni a  questa parte la valutazione del rischio stress lavoro-correlato è un obbligo di legge, ma in quanto il benessere del personale interno alle aziende è  il fattore principe affinchè la nostra azienda funzioni come deve. Il rischio stress lavoro correlato è inoltre, differentemente da altre categorie di rischi lavorativi, sempre presente indipendentemente dal fatturato aziendale, dal numero di dipendenti e dal settore di appartenenza. A maggior ragione a seguito di un cambiamento globale quale quello portato da una pandemia esso è reale e come tale deve essere affrontato, gestito, monitorato e deve portare alla messa in atto di misure preventive efficaci allo scopo di ridurre l’entità del potenziale danno e favorire il benessere delle persone nelle organizzazioni.

In un’azienda, collaboratori stressati sono collaboratori distratti, demotivati, aggressivi, che alimenteranno le voci di corridoio negative e i malumori collettivi, che non produrranno quanto un lavoratore felice; saranno collaboratori che manderanno spesso malattie, che lasceranno facilmente il proprio posto di lavoro, che arriveranno in ritardo e verso i quali i manager dovranno fare richiami, o che dovranno essere licenziati. Per non parlare poi alla quota di errore umano che si amplifica e ai rischi da ciò derivanti.
La soluzione a tutto ciò è dunque lavorare affinché i disagi attuali possano essere presi in mano e gestiti fin da subito.
Gli imprenditori, i manager e i rappresentanti dei lavoratori hanno una responsabilità non solo legale ma soprattutto morale nei confronti dei propri collaboratori e proprio per questo devono percepire e riconoscere l’esigenza di attivarsi in quest’ottica. Possono farlo da soli e possono usufruire del supporto specialistico di professionisti in grado di formare e informare i componenti dell’azienda su tematiche relative ai rischi stress lavoro-correlati e alle loro novità in ottica post-pandemia; possono lasciarsi affiancare nella valutazione dello stato di benessere organizzativo e quindi nell’analisi del clima aziendale e attuare quell’insieme di interventi volti a supportare i lavoratori e prevenire il manifestarsi di ulteriori disagi o fragilità che inficiano il buon rendimento del loro lavoro e, in un’ottica di più ampio respiro, la loro stessa qualità di vita.
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La fiducia è come un’onda, si propaga

L’emergenza attuale ha sovvertito molti assiomi e cristallizzazioni del passato presente e questo momento di rivoluzione ci ha costretti a fare le cose in maniera diversa. In questo periodo stiamo assistendo ad una contrazione delle attività lavorative, da un lato, e allo sdoganamento di pratiche di lavoro remoto, più o meno smart, dall’altro. Non mi addentrerò nella descrizione delle differenze tra lavoro da remoto e smart working, di cui abbiamo già parlato nell’articolo “L’evoluzione del lavoro da remoto: dal telelavoro al nomadismo digitale“; voglio concentrarmi in una breve riflessione sul cambiamento “smart” delle attività di consulenza SCR in questo periodo di quarantena.
Le attività di consulenza di SCR hanno sempre visto un affiancamento degli incontri in presenza con i clienti all’impiego di strumenti tecnologici e modalità di confronto a distanza. Skype call, l’invio e la discussione di documenti via Google Drive e WeTransfer, la presentazione dei risultati di un progetto attraverso condivisione di schermo e video conferenze hanno sempre permesso di ridurre la distanza geografica o di venire incontro alle diverse disponibilità temporali di aziende e professionisti.
Spesso ci si scontrava però con l’esternazione, da parte di molte aziende, di una certa diffidenza nei confronti di queste modalità: mancando la presenza, sembrava che passasse il messaggio di non dare la stessa importanza ai risultati emersi o alle necessità interne.
Quindi, quando dall’oggi al domani si sono dovuti riprogrammare gli incontri e gli step in essere attraverso modalità on-line, ci siamo trovati a gestire nuovi tipi di complessità. Sebbene fossimo pronti da un punto di vista tecnologico, essendo in possesso di strumenti digitali che permettevano una condivisione totale delle diverse fasi dei progetti, il coronavirus ha costretto le aziende e noi consulenti a stabilire modalità relazionali diverse, attraverso uno schermo, e a trovare nuovi modi di essere “vicini”. Con il susseguirsi delle restrizioni sulla mobilità e il fermo di molte attività aziendali alcuni percorsi di consulenza sono stati interrotti, la maggior parte dei quali in fase iniziale, ma i restanti sono stati portati a conclusione.
Avviene così che la tecnologia si sposi con la costruzione di relazioni: per una importante realtà del nord Italia  abbiamo svolto degli incontri online per discutere della definizione delle modalità migliori per la valutazione della performance interna, portando a conclusione il percorso iniziato un paio di mesi fa. Il progetto, nato a seguito di una precedente analisi organizzativa condotta da SCR, ha visto il susseguirsi di incontri online con più partecipanti (CEO, responsabili e referenti) che ha permesso la definizione delle schede di valutazione, la specifica dei KPI per singolo collaboratore, affiancamenti sulle modalità di presentazione dello strumento ai propri collaboratori.
L’aver avuto delle precedenti esperienze ed aver concluso dei percorsi aziendali ha reso più semplice il passaggio delle attività online.
La coordinazione dei calendari, l’utilizzo di programmi per call conference e condivisione dei documenti ha permesso di portare avanti il progetto, concludendolo con momenti di supporto, attraverso dei colloqui individuali. Le tecnologie utilizzate hanno permesso di raggiungere in maniera efficace l’obiettivo prefissato, senza possibilità di sviluppare dipendenza da schermo o prendersi più tempo per portare a termine le attività. Si è assistito alla condivisione di informazioni e opinioni, alla discussione di temi e confronto in gruppo, entrando in spazi di quotidianità delle persone coinvolte: una cucina, la propria camera, uno studio casalingo. L’essere fuori dal proprio ambiente di lavoro non ha influito sulla possibilità di progredire o rispettare i tempi nelle attività e nei compiti, in alcuni casi ha reso più flessibile il proprio orario di lavoro: raggiungere l’obiettivo non significava lavorare otto ore, si guadagnavano tempo ed energie per il proprio tempo di vita o una migliore conciliazione con i tempi di cura familiare.

La consulenza SCR, basandosi su un’attenta analisi del bisogno, cerca di coinvolgere il cliente in una condivisione di intenti che diventano fondamentali quando si utilizzano modalità che non contemplano vicinanza fisica. Si è assistito quindi a rispetto dei tempi degli appuntamenti on line, condivisione dei documenti, confronto e discussione online. Si è seguita un’etichetta perle call online; molte volte ritardi, o scarsa connessione, rischiano di far parlare le persone una sull’altra con il risultato di percezioni di perdita di tempo e frustrazione; in questo caso la relazione professionale che si era venuta a creare ha permesso di prestare attenzione all’altro, settarsi sui suoi lag di sistema ed attendere ognuno il proprio turno per parlare, con una maggiore consapevolezza del proprio ruolo e del lavorare in gruppo.
Questo progetto, lo smart working o il lavoro da remoto, è in grado di raggiungere l’obiettivo quando si è riusciti a costruire relazioni professionali di fiducia.
Parafrasando Stephen Covey: la fiducia si stabilisce e si propaga come un’onda, dall’interno verso l’esterno.
Quando cominciano a mancare riferimenti numerici o tangibili (svolgere le 8 ore di lavoro, la classica settimana lavorativa, la propria postazione fisica in ufficio…) è necessario spostare l’attenzione sugli obiettivi: comunicarli chiaramente, coinvolgere gli attori aziendali, attivare delle reti di informazioni.
Con la realtà aziendale dell’esempio riportato in precedenza siamo riusciti a propagare l’onda che ha coinvolto anche i destinatari delle schede di valutazione, innescando un dialogo costruttivo e riposizionando la relazione tra responsabili e risorse coordinante. Le pressioni temporali, lavorative e sanitarie di quest’ultimo periodo, hanno fatto accelerare l’entrata in azienda dei concetti di fiducia e di lavoro per obiettivi che, per forza di cose, ora non vengono bypassati da situazioni di stress o modalità lavorative ipercontrollanti.
Spero vivamente che questa situazione e l’attualizzazione di pratiche, fino a poco fa, teoriche aiuti a comprendere che non basta dichiararsi intelligenti per essere “smart”: è necessario agire intelligentemente per essere in grado di entrare nel futuro agile del lavoro.

“Relazioni (business) a distanza”: a maggio il primo Webinar firmato SCR

La formazione rappresenta una delle tre anime di SCR e, accanto a selezione e consulenza, rientra nel ventaglio di servizi offerti per sostenere e aiutare lo sviluppo delle imprese. SCR propone vari tipi di percorsi formativi, pensati per rispondere in maniera efficace alle diverse esigenze di aziende e professionisti: dalla più tradizionale formazione in aula, nata per migliorare le competenze di manager e professionisti su temi specifici con percorsi ad hoc per ogni azienda, agli eventi formativi in formula di conferenza o seminario, che ci hanno visti protagonisti nel 2019 con due incontri aperti a tutti sulle tematiche di selezione e consulenza, fino alla formula Academy, che ha visto la sua prima applicazione con il progetto SVAI e che vede un affiancamento dell’impresa sin dalle prime fasi di selezione, fino all’inserimento e alla formazione delle nuove risorse.
Vogliamo ora presentarvi la nuova nata in casa SCR: la formazione frontale in formula Webinar. Questa modalità prevede una serie di incontri trasmessi in diretta online; un consulente di SCR tratterà tematiche legate ai cambiamenti del mondo del lavoro che stiamo vivendo e alle nuove skill che potremo trasferire e applicare nella nostra quotidianità lavorativa post-coronavirus. In questo periodo di impossibilità di proseguire con gli incontri formativi di persona, la formula Webinar riesce così ad arrivare nelle case dei professionisti e a rispondere all’esigenza di tutti coloro che vogliono sfruttare questo momento per accrescere le proprie competenze o stimolare il proprio pensiero confrontandosi con altri professionisti ed esperti di settore.
Il nostro primo Webinar si terrà martedì 5 maggio alle ore 18.00 e aprirà il tema delle “Relazioni (business) a distanza“.
Richiedi maggiori informazioni scrivendoci a info@scrconsulenza.it
In questo incontro parleremo di come lo smart working ha cambiato le modalità di relazione tra aziende e professionisti e indicheremo delle best practices per gestire da remoto le varie fasi dei rapporti di business con i clienti, dal primo contatto fino al mantenimento della relazione a distanza, e con i collaboratori.
Il primo Webinar è gratuito ma per partecipare è necessaria l’iscrizione.
Iscriviti all’incontro inviando una mail con i tuoi dati (nome e cognome, azienda e ruolo ricoperto) a info@scrconsulenza.it

Gli elementi della crescita sostenibile di Macè Fruit

Sin dalla sua nascita, nel 2000, l’azienda Macè Fruit srl si è contraddistinta sul mercato per la forte spinta innovativa e la genuinità dei suoi prodotti, elementi che, a distanza di anni, continuano a rappresentare le caratteristiche principali delle sue proposte. Il suo core business è legato alla lavorazione e alla commercializzazione di frutta fresca in pezzi o sottoforma di frullati e spremute rivolti principalmente ai canali GDO (Esselunga, Conad) e Ho.Re.Ca (Autostrade per l’Italia, McDonald).  “Venti anni fa  abbiamo cominciato a produrre artigianalmente pezzi di frutta freschi pronti per il consumo – ci racconta Paola Pivetti, Amministratore Delegato di Macè Fruit srl –  “poi abbiamo sviluppato estratti di frutta, succhi e puree, stabilizzati senza uso del calore (non pastorizzati) mediante tecniche molto delicate come l’alta pressione statica (HPP).”
Grazie ai grandi investimenti in ambito tecnologico e di ricerca e sviluppo e all’ampliamento della propria gamma di prodotti con sempre nuove combinazioni e sapori, Macè Fruit è cresciuta molto negli anni affermandosi sul mercato italiano ed ora è pronta per un importante passaggio: esportare i propri prodotti all’estero.
Per questo l’azienda si è rivolta ad SCR, con cui sta collaborando nella ricerca di un Sales Manager Italia e Estero, ovvero la persona che guiderà il mercato nazionale e l’internazionalizzazione di Macè.
Se questa opportunità ti interessa, invia il tuo CV a curriculum@scrconsulenza.it
Un nuovo volto per Macè Fruit
La volontà dell’azienda di ampliare il bacino in cui commercializzare i propri prodotti ha richiesto anche una ridefinizione delle strategie commerciali e della tipologia di prodotti da proporre sul mercato. La frutta fresca infatti, da sempre prodotto principale di Macè Fruit, non poteva prestarsi alla diffusione sul mercato estero a causa dei ridotti tempi di conservazione. Per questo l’azienda ha investito sullo sviluppo di un nuovo prodotto che potesse essere più in linea con le tempistiche richieste da questi nuovi mercati ma anche con i gusti ed i sapori più apprezzati dai futuri consumatori. Dalla collaborazione con professionisti della ricerca in ambito alimentare è così nata la linea 5 Elements, “agglomerati di semi interi di legumi, cereali e frutta a guscio” – ci spiega ancora Paola Pivetti, AD di Macè Fruit – “per rendere disponibili snack biologici salutistici anche a chi mangia abitualmente fuori casa”. Questa nuova tipologia di prodotti rappresenta un forte cambiamento rispetto al core business classico di Macè Fruit, ma riesce al contempo ad incarnare tutti i principi ed i valori di sostenibilità e genuinità che guidano l’azienda.
L’esportazione di un prodotto così innovativo in un mercato ancora poco conosciuto per l’azienda ha reso necessario l’ampliamento del team commerciale di Macè Fruit con l’inserimento di un professionista in possesso di una buona conoscenza dei mercati esteri e che riesca a guidare l’azienda in questa importante fase di sviluppo. Questo è l’obiettivo della collaborazione tra Macè Fruit ed SCR, forte anche di una consolidata esperienza nella selezione di profili commerciali nel settore alimentare.

Sin dai primi incontri di confronto per comprendere le dinamiche del contesto aziendale e definire i requisiti del professionista da inserire, è apparso subito chiaro come le caratteristiche dei prodotti rispecchino i valori e i principi che guidano l’impresa: SCR si è infatti trovata di fronte ad un’azienda che coniuga la volontà di mantenere la semplicità e la genuinità non solo in ambito alimentare ma anche nei confronti delle persone e dell’ambiente con una forte spinta verso lo sviluppo, la ricerca e l’innovazione.
È proprio per le caratteristiche peculiari del contesto aziendale e del prodotto che il nuovo Sales Manager andrà a proporre sul mercato, che il lavoro di SCR si concentra non solo sulla ricerca di una persona in possesso di spiccate competenze commerciali, ma soprattutto su un professionista che riesca a fare propri e a diffondere i principi dell’azienda anche al team che coordinerà.
Vengono per questo valutate sia le hard skills sia le soft skills dei candidati, attraverso un percorso selettivo strutturato composto da fasi di screening dei curriculum, interviste telefoniche e colloqui individuali, dove non mancano i momenti di confronto con l’azienda.
Accanto alle competenze nella definizione di una strategia commerciale e alla conoscenza del settore alimentare e dei mercati esteri che rappresentano i nuovi sbocchi di Macè Fruit, SCR cerca di individuare professionisti con spinta ed interesse verso tematiche legate al biologico e alla sostenibilità, principi alla base delle decisioni e delle innovazioni in Macè Fruit. Solo unendo la valutazione delle competenze tecniche del ruolo all’approfondimento dei valori che guidano i professionisti del settore, SCR sarà in grado di individuare la persona adatta ad inserirsi nel contesto di Macè Fruit, a rappresentarla sui nuovi mercati e a guidare il team e l’azienda verso questa nuova fase di sviluppo.
Pensi di avere le competenze giuste per questo ruolo?
Manda il tuo CV a curriculum@scrconsulenza.it

Innovation Manager: anche SCR nell’elenco dei professionisti qualificati

Spesso nel nostro lavoro ci chiedono: ci aiuti a sistemare quella situazione che non funziona? Quella persona non vuole lavorare, quell’altra persona non rende, che fare? Ci troviamo ad intercettare motivazioni che si sono bloccate su piccoli macigni di incomprensioni, o ruoli che stanno stretti come vestiti comprati venti anni prima che, pur ostinandoti a mettere, non riescono a trovare più la “giusta” forma. Frequentemente ci ritroviamo a suggerire modifiche organizzative, creare nuove modalità di rivedere ed interpretare i processi, a volte cambiando i ruoli. Spesso ci ritroviamo anche a definire la necessità di implementare nuove aree funzionali, diversi ruoli e migliorie che possano poi portare ad un nuovo rinnovamento delle funzionalità organizzative, non tralasciando mai il benessere delle persone che lavorano: si crea maggior efficacia ed efficienza se si sta bene insieme. Allora perché non lavorare con questo obiettivo costante?
Tanti modi di essere Innovazione
“innovazióne s. f. [dal lat. tardo innovatio –onis]. – 1. a. L’atto, l’opera di innovare, cioè di introdurre nuovi sistemi, nuovi ordinamenti, nuovi metodi di produzione e sim.: la nostra società richiede una profonda i., o, al plur., profonde i.; i. politiche, sociali, economiche. b. In senso concr., ogni novità, mutamento, trasformazione che modifichi radicalmente o provochi comunque un efficace svecchiamento in un ordinamento sociale, in un metodo di produzione, in una tecnica, ecc.: (Vocabolario Treccani).”
Questa parola che sembra oramai deputata ad indicare solo ed esclusivamente innovazione tecnologica, ha radicato in sè il profondo significato di continui miglioramenti atti ad adeguare le organizzazione ai cambiamenti, oppure portare l’organizzazione a fare in modo che sia essa stessa esempio di cambiamento innovativo di processi/persone e sistemi.
Per questo SCR ha il piacere di comunicare che siamo stati inseriti nel catalogo ministeriale degli Innovation Manager. Tramite questo proponiamo ai nostri clienti PMI progetti passibili di finanziamenti fino al 50% dell’importo complessivo. Il progetto deve avere tra i suo scopi la volontà di creare innovazione di processi e di implementazione di aree organizzative e funzionali che possano portare le nostre PMI ad una migliore efficienza e sviluppo manageriale.
Requisiti di partecipazione al bando Innovation Manager
Da chi è gestito
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha istituito questo bando per sostenere il processo di sviluppo tecnologico e digitale nelle PMI.
A chi si rivolge
Possono beneficiare delle agevolazioni le innovazione le PMI operanti su tutto il territorio nazionale.
Spese ammissibili
Si considerano ammissibili al contributo le spese sostenute a fronte di prestazioni di consulenza specialistica finalizzata tra l’altro all’applicazione di nuovi metodi organizzativi nelle pratiche commerciali, nelle strategie di gestione aziendale, nell’organizzazione del luogo di lavoro, a condizione che comportino un significativo processo di innovazione organizzativa dell’impresa.
Chi può sviluppare la consulenza
Deve obbligatoriamente essere resa da un Manager dell’Innovazione qualificato, indipendente e iscritto all’Albo degli Innovation Manager tenuto dal MISE , all’interno di un progetto di durata compresa tra i 9 e i 15 mesi.
Agevolazioni
L’agevolazione è costituita da un contributo in forma di voucher concedibile in regime “de minimis”.
Il contributo massimo concedibile è differenziato in funzione della tipologia di beneficiario:

Micro e piccole: contributo pari al 50% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 40 mila euro;
Medie imprese: contributo pari al 30% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 25 mila euro.

STORIFY: rivivi i momenti migliori dell’evento “Cantieri di Felicità”

Dopo il primo workshop di SCR “Selezione a Gravità Zero“, con cui abbiamo dato il via ad una serie di eventi dedicati alle risorse umane, il 5 dicembre siamo tornati con  “Cantieri di Felicità“. Un appuntamento che ha riempito Artificerie Almagià, luogo scelto come simbolo di cambiamento, rinascita e bellezza, di circa 150 imprenditori, manager e professionisti interessati ad approfondire tematiche di miglioramento organizzativo e gestione del personale. Questo infatti è stato il focus principale di “Cantieri di Felicità”: riflettere su come benessere e coinvolgimento dei lavoratori siano elementi fondamentali per il cambiamento organizzativo e forti leve di sviluppo per l’azienda.
Attraverso i cinque interventi tenuti da professionisti coinvolti in processi di trasformazione o esperti di consulenza, i partecipanti sono stati accompagnati in un percorso che, partito dall'”infelicità” in azienda, ha toccato vari aspetti del benessere organizzativo fino ad elevarsi verso la necessità di trasformare in un “giardino” gli ambienti che viviamo quotidianamente.
Un percorso che è stato possibile seguire anche online, tramite un social streaming che ci ha permesso di condividere in diretta i contenuti, le emozioni e gli spunti emersi durante gli speech.
Recuperiamo ora i momenti migliori dell’evento, per rivivere insieme quella bella giornata.
Lo Storify di SCR dedicato a “Cantieri di Felicità”

Con “Cantieri di Felicità” si chiude la stagione di eventi 2019, ma torneremo presto nel 2020 con tante novità per continuare ad approfondire temi legati alle risorse umane e condividere con voi le nostre esperienze con aziende e professionisti. Continuate a seguirci con l’hashtag ufficiale #scrnetworking per essere sempre aggiornati.

Ecco svelati i relatori ed il programma dell’evento “Cantieri di Felicità”

Gli appuntamenti di SCR dedicati alle dinamiche organizzative e alla gestione delle risorse umane continuano con “Cantieri di Felicità“, il workshop di SCR che si terrà il 5 dicembre presso Artificerie Almagià a Ravenna.
Con questo secondo incontro entriamo nel mondo della consulenza organizzativa e vogliamo parlarvi di come innescare dei processi di potenziamento del business partendo dalle dinamiche relazionali all’interno dell’azienda. La nostra esperienza con professionisti e imprese ci ha infatti insegnato come l’ascolto, il coinvolgimento e la condivisione di significati permettono di attivare il reale potenziale delle persone in azienda, migliorando le dinamiche interne e le prestazioni non solo individuali, ma anche di tutta l’organizzazione. La trasformazione di un’azienda parte prima di tutto dal coinvolgimento delle persone al suo interno e dalla volontà di mettere in discussione le abitudini e le dinamiche consolidate per esplorare nuove e più efficaci modalità di lavoro.
Benessere, bellezza, felicità sono le parole chiave che ci guideranno in questo workshop e che saranno il filo conduttore dei cinque interventi che vedremo sul palco. Anche in questa occasione, a darci il loro contributo saranno relatori di settore, esperti di risorse umane e professionisti che ogni giorno si interfacciano con aziende e lavoratori e operano sul campo per migliorare le dinamiche organizzative; non mancherà inoltre il punto di vista di chi ha vissuto dall’interno processi di trasformazione nella propria azienda ed è stato coinvolto come “Attivatore di Successo” in processi di analisi e miglioramento delle dinamiche organizzative.
Diversi saranno gli argomenti che i relatori affronteranno in questo workshop, dall’importanza dell’ascolto e del coinvolgimento delle persone in un circolo virtuoso, a quali caratteristiche rendono efficace un percorso formativo, dal potenziamento delle competenze individuali alla gestione del benessere organizzativo.
Scoprite tutti gli interventi e i relatori nel programma completo dell’evento.

 
È possibile accedere all’evento “Cantieri di Felicità” solo su invito.
Esprimi il tuo interesse a partecipare scrivendo a info@scrconsulenza.it
o contattando la segreteria organizzativa al 342 3061430
Potremo così riservarti un posto e ti invieremo un ticket personalizzato per l’ingresso all’evento.
Se vuoi il programma dell’evento nella versione di stampa,
chiedicelo a info@scrconsulenza.it

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